STABILSANA
MATURAZIONE E CURA DELLA PAVIMENTAZIONE
IN TERRA STABILIZZATA
Avendo la pavimentazione come legante il cemento, dopo la rullatura la stessa dovrà essere curata come una pavimentazione di questo tipo, quindi:
• dopo le operazioni di rullatura, la pavimentazione dovrà avere il tempo necessario per far presa. A tal fine non dovrà essere sollecitata o percorsa per un numero di 4 - 5 giorni;
• per la presa è necessario che sia presente un minimo contenuto d’acqua, quindi se le condizioni ambientali/climatiche sono tali da realizzare una veloce asciugatura superficiale bloccando, di fatto, le reazioni di presa, è necessario bagnare la superficie per mantenere il giusto grado di umidità.

L’indice della perdita eccessiva di umidità può rilevarsi visivamente dallo schiarimento della pavimentazione e manualmente dallo spolvero della stessa ottenuto dal passaggio della mano. Per evitare bagnature continue quando le condizioni risultano non ottimali si può ricorrere, dopo la bagnatura, alla copertura con un opportuno telo protettivo che consentirà di mantenere l’umidità voluta;
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Per non compromettere la corretta stagionatura della pavimentazione è opportuno proteggerla dagli eventi atmosferici con un telo in polietilene, da usare nel periodo invernale, o un tessuto-non tessuto bagnato, da usare nel periodo estivo.
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• se la pavimentazione è realizzata durante il periodo invernale si può presentare il problema opposto; eventi piovosi subito dopo la realizzazione possono “martellinare” la superficie alterandone la finitura. Lo scorrimento delle acque, su una pavimentazione che non ha ancora fatto presa, provocherebbe i classici segni dell’erosione superficiale. Anche in questo caso risulta consigliabile la posa, sopra la pavimentazione appena realizzata, di un opportuno telo protettivo per evitare i possibili inconvenienti.
NB: L’azione dei sali componenti di “Stabilsana” è anche quella di “porizzare” le particelle di argilla presenti nel conglomerato e rendere così la pavimentazione drenante; basti pensare all’effetto corrosivo che ha il sale sulla pelle. Il connubio tra alta drenabilità e costruzione di pendenze adeguate allo scorrimento delle acque superficiali, danno vita ad un conglomerato altamente resistente ai cicli di gelo/disgelo, vista anche la maggiore elasticità del manufatto in terra rispetto ad uno in calcestruzzo. Nella strada in terra stabilizzata l’acqua non viene trattenuta in quanto drenata molto velocemente e quindi impossibilitata ad avere il tempo di ghiacciare ed espandere il suo volume, con conseguenti danni alla pavimentazione. In ogni caso, il giusto comportamento da adottare per una pavimentazione in terra stabilizzata deve fare riferimento alle pavimentazioni in terra, quindi sarà cura del progettista evitare, come con qualsiasi pavimentazione tradizionale, che non siano presenti su di essa acque di scorrimento superficiali per tempi molto lunghi. È necessario quindi che sia le acque ricadenti sulla pavimentazione che quelle provenienti dalle zone limitrofe, siano velocemente ed opportunamente regimentare con adeguati manufatti.

Particolare della “schiena d’asino” stradale e cunette laterali per la regimentazione delle acque superficiali di scorrimento