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Pavimenti in calcestruzzo
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Appunti pratici e teorici sui pavimenti in calcestruzzo. – Quaderno 3.
Pavimenti in calcestruzzo
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Appunti pratici e teorici sui pavimenti in calcestruzzo. – Quaderno 1.
Pavimenti in calcestruzzo
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Appunti pratici e teorici sui pavimenti in calcestruzzo. – Quaderno 2.
Ripristino del calcestruzzo
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COS' E' STABILSANA

TIPOLOGIA DEI MATERIALI TERROSI DA UTILIZZARE

Essendo la tipologia dei terreni realmente quasi illimitata, l’individuazione del materiale idoneo può a prima vista presentare delle difficoltà conseguenti all’abitudine di non lavorare con materiali di questo tipo.

Per chiarire meglio le specifiche del materiale terroso, risulta più semplice da spiegare e più facile puntualizzare i materiali che non risultano idonei.

TIPOLOGIA DEI MATERIALI TERROSI DA NON UTILIZZARE:

• Materiali puliti - con questa dizione sono da intendere tutti quei materiali che presentano una granulometria elevata dal millimetro al centimetro (tipico degli inerti utilizzati per il calcestruzzo) che non consentirebbero di svolgere le tre funzioni fondamentali dello stabilizzante:

  • consentire la dispersione su grandissime superfici caratteristiche dei materiali con granulometria limitata
  • distruzione delle pellicole organiche che nei materiali puliti e di cava in genere non sono presenti;
  • il grosso spessore del legante in funzione della bassa superficie, consentirebbe al legante di colorare l’impasto quindi verrebbe meno anche l’aspetto estetico, si realizzerebbe un magrone vero e proprio con l’aspetto conseguente.

Con i materiali puliti quindi l’effetto dello “Stabilsana” sarebbe in effetti nullo, in quanto lo stabilizzante non avrebbe le adeguate condizioni per poter svolgere la sua azione.

• Materiali con alto contenuto d’argilla - con questa tipologia di materiali si riscontrano alcuni inconvenienti al momento della miscelazione soprattutto con attrezzature come le betoniere, messe a punto per miscelare materiali molto fluidi rispetto a quelli umidi come nel caso dei terreni da stabilizzare. In particolare i problemi derivano dalla formazione di agglomerati di materiali di forma sferica, delle dimensioni in genere di diversi centimetri di diametro, che sono bagnate solo superficialmente dal legante e dalla soluzione con lo stabilizzante. La stesura e soprattutto la successiva rullatura, consente al materiale interno non trattato di fuoriuscire, avendo la caratteristica e resistenza di un terreno rullato, senza alcun vantaggio ulteriore e con tutti gli inconvenienti di una terra battuta in argilla.

• Materiali con altissimo contenuto di terreno vegetale - in questo caso il terreno verrebbe consolidato, ma presentando un elevatissimo contenuto in sostanza organica con una bassissima granulometria, la conseguenza sarebbe l’elevata richiesta di stabilizzante oltre una colorazione scura o nera che solitamente non risulta gradevole per la valenza visiva, inoltre le caratteristiche meccaniche rispetto a quelle che sono le aspettative per una pavimentazione in terra, non sarebbero delle migliori. La variabilità dei terreni, anche prelevati in zone limitrofe, darebbe vita a pavimentazioni a macchia di leopardo, data la non omogeneità del colore dei terreni. I materiali terrosi da utilizzare quindi, oltre a non essere puliti, non devono presentare la caratteristica di essere eccessivamente ricchi di argilla e di terreno vegetale, dovranno essere ricercati tra i materiali presenti in cava, sia per avere una grande uniformità per tutta la partita, che per le caratteristiche intrinseche del materiale stesso. Infatti, le qualità specifiche ottimali, tendono a riscontrarsi in quella parte di materiale estratto dopo lo scorticamento del terreno vegetale superficiale e prima del materiale arido; in generale questa tipologia di materiale si suole individuare con diverse dizioni in funzione delle diverse località: cappellaccio di cava, rifiuto di cava ecc.. In funzione del tipo di cava e quindi dei materiali estratti, questo può presentare una estrema variabilità sia come materiali che come colorazione, per cui di conseguenza al fatto che lo stabilizzante Stabilsana praticamente non influisce sulla colorazione finale della pavimentazione, la determinazione a priori della colorazione della pavimentazione finale senza conoscere il colore del materiale di cava da utilizzare è impossibile. La presenza di materiale inerte all’interno della pavimentazione, risulta ammissibile anzi auspicabile, per avere un minimo di “scheletro”, una presenza eccessiva è da evitare in quanto si ricadrebbe nella situazione di materiale pulito. Per voler dare un’indicazione anche molto pratica, del quantitativo possibile di materiale pulito, questo può oscillare tra un 20-25% di tutto il volume, la granulometria dell’inerte può essere molto varia, ma la granulometria maggiore non dovrebbe mai superare le dimensioni di 1/3 o 1/4 dello spessore della pavimentazione finita, in modo da non presentare dei punti di discontinuità e dare problemi in fase di lavorazione. In ogni caso, prima di procedere alla realizzazione della pavimentazione, si consiglia di procedere a dei test in scala ridotta (minitest), in modo da individuare il corretto dosaggio dei singoli componenti oltre la colorazione finale. Nel caso di risultato soddisfacente è consigliabile, prima di passare alla realizzazione dell’opera, effettuare un test a scala reale (qualche m3), in modo da poter verificare l’effetto finale a dimensioni reali, inoltre si dà la possibilità alle maestranze di acquistare esperienza sulla tipologia di lavorazione da realizzare. Dalla verifica del risultato ottenuto e dalle sue prestazioni dopo un certo tempo di maturazione (10-15 giorni), l’impresa può ottenere l’approvazione definitiva da parte della direzione dei lavori, in modo da passare alla realizzazione completa dell’opera avendo ben chiaro, sia l’impresa che la Direzione Lavori, i risultati finali ottenibili.

INDICE DEGLI ARGOMENTI
Le pavimentazioni in terra
Cos'è STABILSANA
Tipologia dei materiali terrosi da utilizzare
Il dosaggio ideale dei componenti
Modalità di preparazione della soluzione
Gli spessori e la preparazione del piano di posa
Verifica del giusto grado di umidità dell'impasto
Piccolissimi e piccoli lavori
Medi e grandi lavori
Maturazione e cura della pavimentazione in terra stabilizzata
Esempi di finitura superficiale
Voce di capitolato "...con finitura manuale"
Voce di Capitolato "...con vibrofinitrice"
Componenti del sistema
Documentazione tecnica / commerciale
Sequenze di applicazioni (esempi)
Galleria fotografica
Multimedia
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