STABILSANA
LA VERIFICA DEL GIUSTO GRADO D’UMIDITA’ DELL’IMPASTO
Dopo aver realizzato la miscelazione, con i componenti previsti nel giusto dosaggio ed avere atteso un tempo sufficiente per consentire una corretta miscelazione, si può procedere alla stesura del conglomerato terroso dopo aver verificato che il grado di umidità dell’impasto risulti quello ottimale. Questa verifica in cantiere può essere realizzata con una prova tanto empirica quanto efficace per la disponibilità di attrezzature in cantiere: l’occhio dell’operatore. Per procedere si fa fuoriuscire dalla macchina operatrice, con cui è stata realizzata la miscelazione, del materiale con normale granulometria in modo che possa essere pressato nella mano asciutta di un operatore.
questa semplice indicazione è sintomo che il grado di umidità risulta quello giusto. Una mano completamente asciutta, indica che l’umidità è insufficiente e per questo motivo è necessario che sia aggiunta altra acqua, avendo l’accortezza di rimescolare opportunamente per ottenere la migliore distribuzione possibile: dopo un adeguato periodo di miscelazione ripetere il test per verificare se si è raggiunto il giusto grado di umidità.
Un valore di umidità più basso del richiesto con consentirebbe la presa del legante inficiando quindi la bontà di tutto il lavoro. Di contro una mano bagnata con continuità è indice di eccessiva presenza d’acqua, questa situazione risulta non idonea, per procedere ad un’immediata rullatura, in quanto il terreno aderirebbe alla ruota del rullo dando vita ad una finitura scadente. La soluzione in questo caso risulta molto semplice: stendere il materiale ed aspettare che la parte superficiale si asciughi in modo da raggiungere il giusto grado di umidità.
Se risulta importante il grado di umidità dell’impasto, non bisogna trascurare l’umidità del sottofondo, che può giocare brutti scherzi anche con un impasto perfetto. Realizzando la lavorazione nei periodi asciutti e caldi, la temperatura del sottofondo può raggiungere valori non indifferenti con un tasso di umidità bassissimo, perciò la stesa di un materiale umido, su un sottofondo caldo e secco, consente a questo di sottrarre acqua all’impasto che viene immediatamente essiccato o ”bruciato”. La scomparsa dell’acqua dalla parte bassa della pavimentazione, comporta di conseguenza l’impossibilità della presa del legante, che si ritrova a non avere più il giusto grado di umidità, in pratica si realizza una pavimentazione con uno spessore nettamente inferiore. Inoltre, il sottofondo influisce anche sulla parte superiore della pavimentazione in quanto, se la parte inferiore della pavimentazione è asciutta o quasi, tende a sottrarre parte dell’umidità anche alla zona superiore con tutti i problemi conseguenti. Per ovviare a questo grave inconveniente, si può procedere semplicemente alla bagnatura del sottofondo poco tempo prima di procedere alla stesa. Se la bagnatura si effettua la mattina e il conglomerato terroso si stende il pomeriggio o dopo alcune ore, essa risulta praticamente inutile, in quanto con materiali di sottofondo praticamente aridi, con elevata permeabilità e temperature elevate, l’umidità viene persa nell’arco di poco tempo. Il tentativo di risparmiare sull’acqua per bagnare il sottofondo risulta sempre un pessimo affare per l’impresa esecutrice.