Ripristino del calcestruzzo degradato con malte colabili

Codice: M.0021

Aggiornamento: 21 settembre 2015

Ripristino di manufatti in calcestruzzo armato con degrado moderato mediante il ricorso a ricostruzioni volumetriche di grandi dimensioni con malte colabili

Consumi suggeriti

Prodotti Consumi
CONSILEX SAN 0,2 l/m² Superficie da trattare o rivestire
GROUT 2 1900 kg/m³ Volume totale da riempire
PROTECH WAC 0,25 kg/m² Superficie da trattare o rivestire
REPAR MONOSTEEL 0,1 kg/m Ferri d'armatura ossidati

Step by step

1

Preparazione dei supporti ivi compresa l’asportazione degli imbrattamenti, delle parti friabili ed incoerenti, del calcestruzzo degradato, sino alla messa in evidenza della struttura litica del conglomerato accertatamente sano e compatto, nonché la depolverizzazione e la saturazione con acqua, dei supporti risultanti che, all’atto delle successive ricostruzioni dovranno risultare nella condizione “satura a superficie asciutta”.

2

Rialcalinizzazione dei supporti risultanti, e delle superfici adiacenti e contigue, mediante applicazione a spruzzo della specifica soluzione minerale, alcalina, reattiva, incolore, CONSILEX SAN, per un consumo prevedibile di circa 0,25 litri/m². L’applicazione, che deve essere effettuata nella condizione “satura a superficie asciutta”, non comporta attese per gli interventi successivi.

3

Preparazione dei ferri d’armatura comunque esposti, mediante sabbiatura o spazzolatura. La preparazione dovrà necessariamente essere protratta sino a quando le superfici dei ferri risultino chiare, pulite, con la corretta lucentezza metallica.

4

Protezione anticorrosiva dei ferri d’armatura comunque esposti, mediante applicazione (singola passata), a pennello, della specifica micromalta cementizia monocomponente, addizionata con inibitori di corrosione, REPAR MONOSTEEL, per un consumo di circa 0,1 kg/m di armatura da trattare. Non sussiste alcun problema per le eventuali sbordature dei prodotti.

5

Sostituzione, ove prevista e necessaria, dei ferri d’armatura eccessivamente degradati, con spezzoni di acciaio dolce, atti a riprodurne l’originaria funzione statica, connessi alle armature integre mediante saldatura a punti.

6

Predisposizione degli ancoraggi per l’armatura aggiuntiva, mediante spezzoni di acciaio ad aderenza migliorata, fissati in opera in fori opportunamente predisposti, con impiego della specifica micromalta d’ancoraggio GROUT MICRO-J.

7

Messa in opera e fissaggio mediante legatura agli ancoraggi predisposti, della prevista armatura addizionale (se prevista), rappresentata da rete d’acciaio elettrosaldata, di diametro e maglia adeguati alla funzione statica individuata.

8

Predisposizione di adeguate casserature di contenimento.

9

Ricostruzione, fino ad uno spessore aggiuntivo di 3 cm, delle geometrie asportate e/o mancanti, ivi compresa la costruzione delle sezioni di integrazione previste, mediante getto colato in opera di specifica malta reoplastica antiritiro GROUT 2.

10

Finitura protettiva delle superfici esposte mediante applicazione, a pennello, rullo o spruzzo, della pittura protettiva, specifica per conglomerati cementizi, PROTECH WAC, anticarbonatativa, pigmentata, adeguatamente traspirante, a base di resine acriliche in emulsione acquosa, per un consumo prevedibile 0,25 kg/m² in due mani.

N.B: Per condizione 'satura a superficie asciutta', si intende lo stato di un supporto che, bagnato qualche ora prima, ha assorbito completamente l'acqua che vi è stata applicata, sino ad asciugarsi in superficie. In questo modo il supporto non sottrae acqua al materiale applicato e la superficie non presenta veli d'acqua che possono interporsi fra i due materiali, pregiudicando l'adesione.

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