AMIANTO: cos’è e quali sono i problemi relativi al suo utilizzo?

Categoria: Notizie e approfondimenti tecnologici
Data: 18/07/2018

Cos’è l’amanto? Da dove viene? Quali vantaggi aveva il suo impiego? Perché non è più utilizzabile? Come si può bonificare?

Per capire cos’è l’amianto bisogna partire dalla genesi vera e propria di questo materiale. L’amianto (o più propriamente asbesto) è un nome commerciale per un materiale totalmente naturale costituito da un insieme di minerali del gruppo degli inosilicati (pirosseni e anfiboli) e dei fillosilicati (miche e argille), minerali molto diffusi sulla superficie terrestre. Questi minerali, appartenenti al gruppo cristallino dei silicati (minerali che rappresentano circa il 90% della crosta terrestre), possono configurarsi in una particolare struttura cristallina (struttura asbestiforme) data dal fatto che i minerali di partenza subiscono, durante la loro storia geologica, particolari processi idrotermali a bassa temperatura e bassa pressione che li rendono fibrosi.

Lo studio dei materiali di inizio 900 ha fatto si che l’amianto venisse scoperto per le sue straordinarie carateristiche: infatti le fibre di questo materiale hanno proprietà eccezionali, come la resistenza al fuoco, l’isolameto termico, l’isolamento elettrico, la facilità di impasto con altri materiali, la proprietà fonoassorbente, la resistenza ad agenti chimici acidi, la resistenza alla trazione e, non in ultimo, i bassi costi di estrazione e lavorazione dovuti alla loro struttura fibrosa.

Considerate queste straordinarie caratteristiche, l’amianto ha trovato largo utilizzo nell'edilizia, nell'industria e nei trasporti, sotto forma di innumerevoli manufatti. Era presente nelle frizioni e nei freni degli autoveicoli e dei treni, utilizzato come materiale isolante, all’interno di materiali fonoassorbenti, nelle coperture degli edifici industriali (Eternit), nelle tubazioni, nei serbatoi, nei cassoni e nelle guarnizioni.

Eternit è un nome commerciale per indicare una miscela di cemento e fibre di amianto. Il nome è stato dato dal suo inventore, un imprenditore austriaco, che notando l’elevata resistenza del cemento-amianto lo chiamò Eternit dalla parola latina aeternitas, «eternità».

Nel campo edile il cemento-amianto è stato uno dei materiali più utilizzati, dagli anni ’50 fino a inizio anni ’90. In italia, nel 1992, fu vietata l’estrazione, la lavorazione e la vendita di amianto in quanto venne accertato che la polvere di amianto causa gravissimi danni alla salute umana (carcinoma polmonare, asbestosi, mesotelioma), anche se purtroppo già studi degli anni ’60 avevano dimostrato questo problema. Il cemento-amianto, infatti, con il tempo e sotto l’azione degli agenti atmosferici, tende a rilasciare microscopiche fibre dal manufatto originario che, disperdendosi nell’ambiente, vengono inalate dalle persone con le conseguenze che oggi conosciamo.

La normativa italiana considera “amianti” 6 specifici minerali (indicati nella prima immagine del documento) e definisce non pericolosi quelli formati da singole fibre più lunghe di 5 µm e con un rapporto lunghezza/larghezza di almeno 3:1.

Da quando il cemento-amianto è stato dichiarato pericoloso, è iniziata la bonifica di tutti i manufatti presenti sul suolo italiano, in modo da smaltirli ed evitare esposizioni ulteriori della popolazione. La bonifica sta progredendo ma sono ancora presenti moltissime coperture in Eternit che aspettano di essere smaltite.

Nella gamma prodotti Azichem è presente ELASTOCAP-A, un fissativo specifico per l'incapsulamento temporaneo di lastre in amianto. L'incapsulamento è un trattamento temporaneo che permette di inglobare le fibre di amianto e consente di costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta.

I costi e i tempi di intervento sono contenuti, inoltre il rischio è minore per i lavoratori addetti e per l'ambiente, dal momento del trattamento con il prodotto incapsulante fino all’arrivo nell’apposito centro di smaltimento.

 

Michele Gadioli

 

 

 

Condividi

Autore della news

Michele Gadioli

Ultime notizie