Applicazione e controllo preliminare di rivestimenti con malte osmotiche impermeabilizzanti

Categoria: Pubblicazioni e monografie
Data: 06/12/2017

Appunti sulle condizioni del supporto e controlli preliminari necessari per l'applicazione di rivestimenti con malte osmotiche

Applicazione e controllo preliminare di rivestimenti con malte osmotiche impermeabilizzanti

A - Resistenza meccanica

Deve risultare adeguata alle caratteristiche della malta cementizia da applicare. In linea di massima, in presenza di supporti con evidenti carenze in termini di consistenza e resistenza non è possibile procedere direttamente all’applicazione del rivestimento  ma si debbono porre in essere procedure di bonifica preliminare. Come termine indicativo può essere assunta la resistenza allo strappo che, nel supporto, non deve essere inferiore a 1 MPa.

B – Compatibilità strutturale e di modulo elastico

La deformabilità della struttura da rivestire (rigidità) deve essere compatibile con la deformabilità ed il modulo elastico della malta idraulica prevista. 

C - Dilatazione termica lineare

Il coefficiente di dilatazione termica lineare del  supporto deve essere il più possibile prossimo a quello della malta che verrà impiegata nella costruzione del rivestimento.

D – Planarità

Il processo di indurimento delle malte idrauliche procede dall’esterno verso l’interno la presenza di spessori eccessivamente differenziati di malta fresca, conseguente a displanarità significative, è causa di tensioni, fessurazioni e consumi incontrollati.

E – Rugosità

Affinché possa verificarsi il corretto aggrappo meccanico è indispensabile che il supporto sia caratterizzato da una conveniente rugosità. In mancanza si dovrà provvedere con metodi di preparazione in grado di apportare la rugosità necessaria: bocciardatura, sabbiatura, idroscarifica, picozzatura, ecc.

F – Assorbimento

La capacità di assorbimento del supporto è una caratteristica fondamentale affinché possa instau-rarsi una conveniente adesione con il rivestimento. Questa condizione, con malte a base di leganti idraulici, nei quali l’aggrappo è quasi esclusivamente di tipo fisico, è assolutamente inderogabile.

G - Velocità di assorbimento

L’adesione dei rivestimenti a base di leganti idraulici così come la qualità e le prestazioni degli stessi, sono fortemente condizionati dalla quantità d’acqua assorbita dal supporto e dalla relativa velocità di assorbimento che non deve risultare, in alcun modo, eccessivamente rapido. Il supporto “sa-turo” a superficie asciutta rappresenta una prima indispensabile precauzione.
In particolare, se il supporto sottrae violentemente e velocemente l’acqua d’impasto del rivestimento (supporti aridi, non saturati preliminarmente con acqua) vengono ad essere irrimediabilmente compromessi tanto il corretto indurimento dell’intonaco che la formazione dei legami cristallini propri dell’aggrappo chimico – fisico. In altre parole l’aggrappo viene impedito.

H - Effetti dell’assorbimento a medio – lungo termine

Come è noto, l’indurimento delle malte idrauliche (cementizie ed a base di calce idraulica) è un processo che non si esaurisce nei primi giorni dopo l’applicazione ma si protrae a lungo nel tempo e necessità, il più a lungo possibile, dell’acqua di reazione.
La mancanza di acqua disponibile, determinata dall’incorretta saturazione preliminare del supporto (e/o dalla mancata cura e stagionatura umida a seguito dell’applicazione), provoca inconvenienti differenziati per gravità, a seconda dell’incidenza delle altre condizioni, che vanno, dall’insorgere di fessurazioni al vero e proprio distacco.

I – Supporto saturo a superficie asciutta

Unitamente alla stagionatura umida delle superfici fresche, applicate, è la condizione imprescindibile del supporto per il conseguimento dell’adesione e per la corretta evoluzione dei processi di indurimento.

J – Bagnabilità

Affinché il supporto possa essere convenientemente saturato deve essere bagnabile, in grado quindi, di ricevere ed assorbire l’acqua. La presenza di polvere, di residui di oli disarmanti, di preesistenti trattamenti con effetto idrorepellente, di efflorescenze saline, ecc., ne impedisce il verificarsi. In questo caso il supporto deve essere preliminarmente trattato e bonificato.

K – Regolarità degli spessori di risulta

Poiché il processo di indurimento delle malte idrauliche procede dall’esterno verso l’interno la pre-senza di spessori eccessivamente differenziati di malta fresca, conseguente ad una non corretta preparazione dei supporti, è causa di tensioni e fessurazioni. In presenza di disomogeneità di spessore significative è necessario provvedere alla loro riduzione con una colmatura preliminare o un’accurata scelta della successione degli strati di applicazione.

L – Controllo continuo della presenza di polvere

Nell’ambito delle diverse lavorazioni può accadere che si depositino polvere e sostanze comunque pregiudizievoli per l’adesione dei materiali applicati. È pertanto necessario un controllo continuo volto ad individuarne l’eventuale presenza ed alla sicura eliminazione.
  

M – Temperature ambiente e dei supporti

E' importante considerare che l’intervallo termico di applicazione prescritto in funzione del tipo di malta idraulica, generalmente compreso fra +5 e + 30° C, è relativo tanto alla temperatura ambiente quanto alla temperatura del supporto di applicazione.

 

Schede indicative di controllo preliminare

Edoardo Mocco

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Autore della news

Edoardo Mocco

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