Le fibre READYMESH per il calcestruzzo e i conglomerati cementizi

Categoria: Notizie e approfondimenti tecnologici
Data: 11/06/2018

Breve storia delle fibre antifessurative e strutturali: dai tempi antichi fino ai giorni nostri

Le fibre per calcestruzzo, e per l’edilizia in genere, non si possono certo definire un’invenzione dei giorni nostri. In effetti possiamo considerarle antiche quanto il calcestruzzo stesso, se non addirittura precedenti!

Antichi reperti di abitazioni, datati quasi 2500 a.c. e risalenti alle civiltà mesopotamiche, erano fatti di impasti di argilla ed utilizzavano la paglia come armatura…”strutturale”. Altre pratiche quali la fabbricazione di mattoni in argilla o fango, con l’aggiunta di paglia quale coesivizzante, sono state applicate sin dai tempi degli antichi egizi. Non solo, le civiltà Inca e Maya erano solite aggiungere fibre vegetali al loro vasellame per impedire che si crepassero durante la fase di asciugatura al sole. Le primordiali forme di calcestruzzo così come lo conosciamo oggi possono essere ricondotte alla “opus caementicium”: una tecnica costruttiva usata dagli antichi romani fin da ben prima dell’anno zero e basata sull’utilizzo di calce aerea per la produzione di malte da costruzione, perfezionata in seguito con l’introduzione di pozzolana nel composto come legante (naquero così le malte idrauliche). Sin da quell’invenzione, il calcestruzzo è stato additivato con elementi fibrosi che ne migliorassero la qualità, andando a contrastare la formazione di crepe e fessure. Esempi di calcestruzzi ed opere murarie additivate con “fibre” si ritrovano nelle opere più disparate: le cosiddette fibre erano spesso costituite da materiali di risulta quali appunto paglia, fibre legnose, pelo di suini, di bovini o crine di cavallo. Sorprendentemente, la pratica di addizionare malte e intonaci con peli di animali o fibre vegetali è resistita nei secoli ed era praticata, anche in Europa, addirittura fino agli inizi del XX secolo.

 

Lo stimolo di trovare nuove soluzioni, che potessero rispondere alle esigenze antifessurative in modo industriale, portò in un primo tempo all’impiego di fibre di amianto e vetro. Le prime furono ovviamente abbandonate quando diventarono noti i danni che l’amianto comportava per la salute umana, mentre le seconde si utilizzano ancora oggi come additivi per malte e conglomerati cementizi.

Lo studio sui materiali idonei ad essere impiegati come fibre in questo settore portò alla sperimentazione di alluminio, carbonio, basalto, ecc. Tra questi, i materiali che più erano adatti allo scopo sono stati l’acciaio e i polimeri.

Per quanto riguarda le fibre in acciaio possiamo affermare che sono state una semplice, e nondimeno brillante, rielaborazione in forma di filamento di un materiale che è stato combinato con il calcestruzzo sin dalle prime applicazioni del cemento armato, l’armatura in acciaio appunto.

La gamma Azichem delle fibre in acciaio Readymesh comprende:

READYMESH MF-500: fibre strutturali in acciaio al carbonio, per calcestruzzi fibrorinforzati in generale e calcestruzzi strutturali spruzzati (shotcrete, spritz-beton), specifiche per pavimenti industriali ad alta resistenza e prefabbricazione;

READYMESH MX-500: speciali fibre di acciaio al carbonio (da 50 mm) ad alte prestazioni, conforma a doppia uncinatura che assicura grande resistenza allo sfilamento. Per calcestruzzi fibrorinforzati ad alta resistenza flessionale pre- e post-fessurativa, specifiche per pavimentazioni industriali e prefabbricazione;

READYMESH MS-350: fibre d’acciaio al carbonio (da 35 mm) ad alta aderenza, specifiche per betoncini, calcestruzzi strutturali fibrorinforzati in generale, spritz-beton (shotcrete) e, data la lunghezza contenuta, particolarmente indicate per la realizzazione di manufatti e oggetti prefabbricati in calcestruzzo;

READYMESH MM-150: fibre d’acciaio sottili da 15 mm, particolarmente adatte per incrementare la duttilità, la tenacità e la conducibilità termica nei betoncini di rivestimento in sistemi riscaldanti a pavimento. Specifiche per realizzare betoncini, calcestruzzi strutturali fibrorinforzati in generale, spritz-beton (shotcrete) e, per la loro lunghezza contenuta, manufatti e oggetti prefabbricati in calcestruzzo.

Quanto alle seconde invece, la storia risale a metà degli anni ’70, quando un ingegnere svizzero di nome Rudolf Enzler pensò di applicare i progressi fatti nello studio delle catene polimeriche al campo delle fibre per l’edilizia. Al 5° salone delle invenzioni di Ginevra del 1976, infatti, il “Sistema Forta-Ferro” dell’ingegner Enzler si aggiudicò la medaglia d’oro. Erano nate le prime fibre in materiale polimerico per il rinforzo del calcestruzzo! Da allora le fibre polimeriche si sono ritagliate un posto d’eccezione nel panorama delle fibre di rinforzo per calcestruzzo.

La gamma Azichem delle fibre polimeriche Readymesh comprende invece:

READYMESH PF-540: macro-fibra strutturale monofilamento poliolefinica trefolata ad alte prestazioni (da 54 mm). Nata per applicazioni “a vista”, specifica per superfici continue, pavimentazioni industriali (anche in sostituzione della rete d’acciaio), prefabbricazione, rinforzo diffuso tridimensionale ad alta isotropia dei conglomerati cementizi in genere;

READYMESH PS-480: macro-fibra strutturale poliolefinica monofilamento ad aderenza migliorata (da 48 mm), specifica per rinforzo strutturale diffuso e tridimensionale anche in sostituzione dei rinforzi in acciaio. Aumenta l’assorbimento di energia del manufatto in caso di rotture/cedimenti e la resistenza agli sforzi di trazione/flessione, riduce il rischio di rotture in angoli e spigoli, di corrosione dei ferri d’armatura, della segregazione del conglomerato durante la posa. Principali applicazioni: calcestruzzi proiettati (spritz-beton, shotcrete, gunite), getti massivi, platee e sottofondazioni, solette strutturali, media e grande prefabbricazione, massetti in terra umida, strutture marine.

READYMESH PM-180: micro-fibra ausiliare polipropilenica multifilamento (da 18 mm). Permette di contrastare le fessurazioni da ritiro plastico e migliora la duttilità dell’impasto, la resistenza al gelo/disgelo, agli urti e l’impermeabilità complessiva. Specifica per massetti di sottofondo (anche con impianti radianti), getti di piccolo spessore, piccola prefabbricazione, pavimenti in calcestruzzo, massicciate in misto cementato e strutture di calcestruzzo in genere (anche con tradizionale armatura metallica);

READYMESH PM-060: micro-fibra ausiliare polipropilenica multifilamento (da 6 mm) per l’addizione in conglomerati cementizi, a base calce o misti. Contrasta le fessurazioni da ritiro plastico dell’intonaco, malta, massetto o calcestruzzo, migliora la duttilità dell’impasto, la resistenza al gelo/disgelo e agli urti e l’impermeabilità complessiva. Molti i campi applicativi: per rinforzo tridimensionale e diffuso del conglomerato cementizio e/o a base calce, specifica per piccoli manufatti o intonaci (anche di piccolo spessore e con inerti di granulometria ridotta).

 

Michele Gadioli

 

 

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Autore della news

Michele Gadioli

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